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Articolo inutile del mese: lo stivale da pioggia che mangi per dessert

Infine, chi è mangiato, no, non proprio, ma c’è comunque un’idea.
Nel menu di questo mese abbiamo infatti una degustazione per le vostre papille gustative in preda al panico: stivali da pioggia profumati. Con fragole, banane o liquirizia.

Infine.

Siamo gentilmente informati che i profumi sono cibo. Siamo rassicurati. Attenzione però, non menzionano il seguente potenziale effetto collaterale: in caso di stazione ferma per troppo tempo, c’è il rischio di vedere tutte le lumache e le rane del vicinato sbarcare e leccarsi i piedi (probabilmente troppo felici di finalmente vedere stivali profumati qualcosa di diverso dalla cacca di cagnolino). E questi poveri animali, una volta colpiti con le fragole, per tornare, sazi, ai rispettivi gusci o stagni.

No, ma seriamente, cos’è questa mania di voler mettere odori ovunque? Non odora di erba bagnata? Ebbene, è vero, ci sono, sulla Terra, piedini che, bisogna ammetterlo, hanno, come dire … una certa presenza. Soprattutto dopo aver marinato felicemente con stivali impermeabili. Ma anche in questo caso: non oso immaginare il risultato della miscela di fragole – piccolo bambino stanco. Alla vista … al naso, deve essere piacevole come quello del “profumo mattutino dei prati” con il residuo della digestione dei pasti della giornata.

Ma in un pizzico, si potrebbe sostenere che questa è una questione di gusti (siamo pazzi). Quindi diciamo che non è un oggetto che disturba profondamente (renditi conto, non ci sono nemmeno le batterie), ma non serve. E aiuta a propagare questa tendenza di aggiungere profumo in tutto e niente, dalla tazza del water alla gomma dello scolaro. Profumi che devono essere realizzati. Quindi respira.

Ma aspetta, non è finita, ecco il bonus, dello stesso produttore: il sandalo biodegradabile, in definitiva più noioso della sua controparte alla frutta.

Sisi, hai letto bene: il sandalo biodegradabile. Infine non tutti i sandali eh, il produttore, nella sua grande gentilezza, ha messo solo materiali biodegradabili nella parte meno esposta alle intemperie del sandalo, ho chiamato la ……… .. suola.

Ecco quindi una parte della scarpa costantemente confrontata con gli elementi ed è qui che il produttore mette i materiali biodegradabili. Logico, vero? Veramente biodegradabile inoltre, poiché il materiale soddisfa la norma EN 13432, ovvero quella su cui si basa l’etichetta “ok compost”, che si trova su diversi imballaggi biodegradabili o sacchetti venduti in commercio. Sì, certo, la biodegradabilità non è immediata. È anche limitato alle condizioni di compost industriale. Ma comunque è speciale.

Oppure, ma qui siamo sicuramente cattive lingue, è un argomento verde che dovrebbe spingerci a comprare con la coscienza pulita. O anche un’obsolescenza programmata con un impatto ambientale.

Oh si. Forte, molto forte.

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